APPALTI PUBBLICI

Nei raggruppamenti economici  il mandatario non deve da solo possedere i requisiti previsti dal bando di gara e non deve neppure essere obbligato ad eseguire le prestazioni di tale appalto in misura maggioritaria.

Una recente sentenza della Corte di Giustizia UE ha finalmente chiarito che l’articolo 63 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio datata 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici, che abroga la direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretato nel senso che l’impresa mandataria di un raggruppamento di operatori economici partecipante a una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico non deve possedere i requisiti previsti nel bando di gara ed eseguire le prestazioni di tale appalto in misura maggioritaria, pertanto qualunque norma nazionale che prevede il contrario non può essere applicata.

(Corte giustizia UE sez. IV, 28/04/2022, n.642)

Il caso ora deciso dalla Corte di Giustizia UE costituisce un principio cardine per consentire ad operatori economici anche di piccole dimensione (PMI) di poter partecipare ad appalti pubblici e permette altresì di dirimere  un diffuso  contenzioso ora esistente dinanzi ai giudici italiani.

Infatti, l’articolo 63 di tale direttiva, specifica al paragrafo 1, che “un operatore economico può, per un determinato appalto, fare affidamento sulle capacità di altri soggetti, per quanto riguarda i criteri relativi alla capacità economica e finanziaria nonché i criteri relativi alle capacità tecniche e professionali, e che, alle stesse condizioni, un raggruppamento di operatori economici può fare affidamento sulle capacità di partecipanti al raggruppamento o di altri soggetti. Esso precisa, peraltro, al suo paragrafo 2, che, per taluni tipi di appalto, tra cui gli appalti di servizi, «le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere che taluni compiti essenziali siano direttamente svolti dall’offerente stesso o, nel caso di un’offerta presentata da un raggruppamento di operatori economici (…), da un partecipante al raggruppamento»”.

Inoltre la sentenza ora richiamata ha rilevato che l’articolo 83, comma 8, del Codice dei contratti pubblici, obbligando l’impresa mandataria del raggruppamento di operatori economici ad eseguire le prestazioni «in misura maggioritaria» rispetto a tutti i membri del raggruppamento, prevede  una condizione più rigorosa di quella statuita dalla direttiva 2014/24, la quale si limita ad autorizzare l’amministrazione aggiudicatrice nel bando di gara ed a prevedere che talune attività essenziali  siano espletate direttamente da un partecipante al raggruppamento di operatori economici, poiché la volontà del legislatore dell’Unione – in ossequio agli obiettivi di cui ai considerando 1 e 2 della medesima direttiva – consiste nel limitare ciò che può essere imposto a un singolo operatore di un raggruppamento, seguendo un criterio qualitativo e non meramente quantitativo, al fine di favorire la partecipazione di raggruppamenti come le associazioni temporanee di piccole e medie imprese alle gare di appalto pubbliche.